



La stagione del Gran Fondo Marche 2026 entra nel vivo del finale. Domenica 6 settembre sarà la Granfondo di Torrevecchia Teatina – Diemme Sport a riportare il circuito sulle strade abruzzesi, per una penultima prova tutta da gustare prima del gran finale dell’11 ottobre con la Gran Fondo Montefeltro Gubbio (clicca qui per il circuito Granfondo Marche)
La partenza è fissata alle ore 9 da Piazza San Rocco, nel cuore storico di Torrevecchia Teatina. Per l’edizione 2026 arriva una novità importante: due tracciati pensati per interpretare la giornata secondo le proprie ambizioni. Il percorso Granfondo misura 130 chilometri, mentre la Mediofondo si sviluppa per 97 chilometri.
Il weekend della manifestazione inizierà già sabato 5 settembre. Dalle 15 alle 19, sempre in Piazza San Rocco, sarà possibile ritirare pacco gara, numero e chip, oltre a effettuare le iscrizioni giornaliere. Le operazioni proseguiranno domenica mattina dalle 7 alle 8.20, mentre alle 8.30 è prevista l’apertura delle griglie.
Poi sarà tempo di partire. Alle 9 in punto scatteranno contemporaneamente i due percorsi, con il gruppo pronto ad affrontare una giornata che rappresenta uno degli ultimi appuntamenti decisivi del circuito.
Le iscrizioni alla Granfondo di Torrevecchia Teatina sono disponibili sulla piattaforma Endu.
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L’edizione 2026 del circuito ha raggiunto quota 430 abbonati. Sono già 900 i ciclisti iscritti alla prima prova del circuito, la Granfondo Tratturo Magno in programma domenica a Rosciano.
Rosciano (Pe) – Domenica, la quinta edizione della Gran Fondo Tratturo Magno apre a Rosciano (Pescara) l’edizione 2026 del circuito Granfondo Marche, che lo scorso primo marzo a San Nicolò a Tordino (Teramo) ha visto andare in scena la prova fuori abbonamento che ha fatto segnare un ottimo successo organizzativo e partecipativo.
Il circuito Granfondo Marche passione oltre i confini non è soltanto una serie di gare ciclistiche: è un viaggio lento che porta i partecipanti a scoprire ben quattro regioni e disegnato per chi ama pedalare. Le strade che collegano borghi, colline e mare diventano ogni anno il filo che unisce centinaia di ciclisti amatoriali, arrivati da tutta Italia per vivere qualcosa che assomiglia più a un racconto collettivo che a una competizione.
All’alba, quando i primi corridori si radunano nelle piazze dei paesi che ospitano le manifestazioni inserite nel calendario gare, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni ma senza la tensione dei professionisti. Le biciclette appoggiate ai muretti di pietra, il rumore delle pompe per gonfiare le gomme, il profumo del caffè che esce dai bar ancora mezzi vuoti. In questi momenti il ciclismo torna alla sua dimensione più autentica: uomini e donne comuni che si misurano con le proprie gambe e con il territorio.
L’intero Centro Italia del resto, è una terra che invita alla scoperta. Le strade si arrampicano tra vigneti e campi di grano, attraversano borghi medievali e scendono improvvisamente verso l’Adriatico. In pochi chilometri si passa dal mare alle colline, dalle piazze rinascimentali alle strade bianche che tagliano la campagna. Pedalare qui significa entrare in dialogo con il paesaggio.
Le granfondo del circuito raccontano proprio questa relazione tra ciclismo e territorio. Non sono soltanto percorsi da affrontare, ma itinerari che svelano lentamente l’identità di quattro regioni. Ogni salita ha una storia, ogni discesa regala uno scorcio nuovo: un campanile che spunta tra gli ulivi, un castello arroccato, una valle che si apre all’improvviso.
Per molti partecipanti il circuito Granfondo Marche passione oltre i confini diventa una sorta di rito stagionale. C’è chi torna ogni anno con lo stesso gruppo di amici, chi trasforma le tappe in un piccolo viaggio familiare, chi arriva per la prima volta e scopre una terra che non immaginava così ciclistica. La competizione, pur presente, passa spesso in secondo piano rispetto al piacere di pedalare insieme.
Il ciclismo amatoriale, in questo contesto, assume un valore quasi culturale. Non si tratta solo di prestazione o classifica, ma di appartenenza. Indossare un numero sulla schiena significa entrare per un giorno nella vita di queste strade, condividere fatica e paesaggio, diventare parte di una comunità temporanea fatta di ciclisti, volontari e spettatori.
E quando la gara finisce, la piazza torna a riempirsi. Le biciclette vengono appoggiate di nuovo ai muretti, le maglie sudate si mescolano ai sorrisi. Si parla della salita più dura, della discesa più veloce, del panorama che ha fatto rallentare qualcuno solo per guardarlo meglio.
In fondo è proprio questo il senso del circuito Granfondo Marche passione oltre i confini: trasformare una gara in un racconto di strade, di paesaggi e di passione condivisa. Un racconto che, ogni primavera, ricomincia a… pedalare.